
Falerio DOC
Vino bianco
| Tipologia | bianco |
|---|---|
| Denominazione | DOC |
| Anno di riconoscimento | 1975 |
| Vitigno principale | Trebbiano, Passerina, Pecorino |
| Provincia | Ascoli Piceno, Fermo |
Nato nel 1975 come Falerio dei Colli Ascolani, il nome è stato abbreviato in Falerio con la modifica del disciplinare del 2011. È il bianco storico del Piceno: quello che si beveva qui prima che Pecorino e Passerina diventassero star con la DOCG.
Il Falerio è un vino d’assemblaggio, e questa è la sua identità: mette insieme Trebbiano, Passerina e Pecorino — i tre bianchi del territorio — in proporzioni variabili secondo il produttore. Il disciplinare prevede inoltre la tipologia Falerio Pecorino, con prevalenza netta di quel vitigno.
Il nome richiama il Falernum, il vino più celebre dell’antichità romana, e più concretamente la vicina Falerone, colonia romana del Piceno.
Nel bicchiere
Giallo paglierino chiaro. Al naso è delicato e composito: fiori bianchi, mela, agrumi, con la sapidità della Passerina e l’accenno erbaceo del Pecorino a dare profondità. In bocca è fresco, leggero e asciutto, di pronta beva, con finale gradevolmente ammandorlato.
Non ambisce alla complessità dei suoi due componenti in purezza. Ambisce a essere il bianco che si stappa senza pensarci — e in questo riesce benissimo.
Abbinamenti
Antipasti di mare, fritture, primi leggeri, verdure, formaggi freschi. Servito fresco (10-12 °C), è il compagno naturale dell’aperitivo estivo ascolano.
Il territorio
Colline delle province di Ascoli Piceno e Fermo, la stessa fascia che dà origine alle denominazioni Offida e Rosso Piceno.
Altri vini del Piceno
Le altre denominazioni del territorio, e le attività aderenti dove trovarle e degustarle nel centro storico.






